Sensori d’allarme interrati – Caratteristiche e usi

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Consigli tecnici

I sensori d’allarme disponibili sul mercato sono tanti, ce ne sono per ogni esigenza di sicurezza, ma se alcuni sono molto conosciuti e gettonati, altri risultano ancora degli sconosciuti, come nel caso dei sensori d’allarme interrati.

I sensori interrati sono, come dice il nome stesso, sensori che vanno installati sotto terra e che generano un allarme solo nel caso in cui vengono calpestati. Sono parecchio efficaci, adatti alla protezione di ampi giardini, terreni e aree esterne, ma il loro prezzo elevato fa sì che vengano usati solo nei centri militari, culturali o nelle proprietà milionarie.

Ma come funzionano? I sensori interrati creano un campo magnetico che risulta sensibile alle vibrazioni del terreno sovrastante, sono molto precisi e sensibili e per questo necessitano di un’ottima taratura per non incappare in sgradevoli e continui falsi allarmi – anche un piccolo uccello che si poggia sul prato potrebbe farlo scattare.   

La cosa più interessante di questi sensori è che possono essere interrati ovunque, o meglio, una volta interrati, al di sopra vi si può far crescere l’erba, vi si può gettare dell’asfalto, si può piastrellare, ecc.

In più hanno il vantaggio di essere molto resistenti, ma soprattutto invisibili, quindi difficili da manomettere. Possono essere integrati a un sistema di protezione perimetrale e a un sistema GPS.

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